Conosciamo meglio Ma Yansong, l’architetto cinese che ha progettato il nuovissimo Lucas Museum of Narrative Art di Los Angeles, California.
Ma Yansong, l’architetto del Lucas Museum
Ma Yansong è nato a Pechino nel 1975 ed è il fondatore di MAD Architects, lo studio di architettura che guida insieme ai soci Dang Qun e Yosuke Hayano dalle sedi di Pechino, Roma e Los Angeles. È considerato uno degli architetti più noti della sua generazione, e il suo lavoro si riconosce per le forme curve e fluide che cercano un dialogo continuo tra architettura e natura.

Come si è formato?
Dopo la laurea in architettura alla Beijing University of Civil Engineering and Architecture, ha frequentato l’università di Yale, dove ha conseguito il master in architettura nel 2002. Prima di mettersi in proprio ha lavorato con Peter Eisenman e con Zaha Hadid (l’archistar che ha progettato, tra gli altri, anche il Museo MAXXI di Roma), due esperienze che lo hanno avvicinato alla progettazione sperimentale e che si leggono ancora oggi nelle sue opere.
La sua prima passione, peraltro, non era l’architettura. Ma Yansong ha raccontato che prima di diventare architetto voleva fare il regista, perché era attratto dalle narrazioni immaginifiche, e che per lui l’idea e la visione contano ancora più della costruzione in sé. È un dettaglio che spiega la sintonia con George Lucas meglio di molte analisi.
Come è nato lo studio MAD?
Ha fondato MAD Architects nel 2004 a Pechino, e da lì lo studio ha lavorato su ogni scala, dalla pianificazione urbana ai grandi complessi, dai musei ai teatri e alle sale da concerto, fino alle case, all’arte e al design. La svolta internazionale arriva con le Absolute World Towers in Canada, le due torri sinuose ribattezzate «Marilyn Monroe Towers» per il loro profilo, che lo hanno reso il primo architetto cinese a vincere il progetto di un edificio simbolo all’estero.
Fra le opere più note figurano poi il teatro dell’opera di Harbin, il Chaoyang Park Plaza di Pechino, il parco sportivo di Quzhou, la stazione ferroviaria di Jiaxing, l’asilo Yuecheng Courtyard e il FENIX Museum di Rotterdam. In Europa lo studio ha costruito anche UNIC a Parigi, che è stato il suo primo progetto realizzato nel continente.
Che cos’è la Shanshui City?
La Shanshui City è il concetto con cui Ma Yansong riassume la propria idea di architettura, ovvero la ricerca di un nuovo equilibrio fra ambiente naturale, paesaggio urbano e società. Il termine richiama la pittura cinese di paesaggio, quella delle montagne e delle acque, e l’idea di città che ne deriva mette al centro i bisogni spirituali ed emotivi di chi la abita.
Il concetto riprende in sostanza alcuni temi dei giardini cinesi, che spesso riproducono paesaggi in miniatura, e li porta alla scala della città contemporanea. Lui stesso lo ha spiegato citando proprio il giardino cinese: un ambiente del tutto naturale anche se progettato dall’uomo, a dimostrazione del fatto che l’architettura orientale tradizionale aveva già risolto molto tempo fa il rapporto fra persone e natura su cui oggi si discute.
Come è arrivato al Lucas Museum?
Nel 2014 è stato scelto come progettista principale del Lucas Museum of Narrative Art, all’epoca previsto a Chicago, diventando così il primo architetto cinese a firmare un grande edificio culturale fuori dalla Cina. Dopo il trasferimento del progetto a Los Angeles, il museo ha preso forma nell’Exposition Park insieme allo studio Stantec, con un edificio di cinque piani che sembra sospeso sopra il parco e che lascia giardini e percorsi scorrere sotto e intorno.
Ma Yansong si è ispirato alle nuvole che passano sopra il terreno del museo, anche se durante l’anteprima per la stampa ha ammesso che l’edificio ricorda un’astronave. Per lui, del resto, lo scopo è raggiunto se l’edificio suscita curiosità, e all’apertura del 22 settembre 2026 ha preso la parola al programma inaugurale accanto ai co-fondatori Lucas e Hobson e alla CEO Tracey Bates. Il museo è il primo edificio pubblico che MAD realizza negli Stati Uniti.
Quali riconoscimenti ha ricevuto?
Ma Yansong è stato il primo architetto cinese a ricevere la fellowship del RIBA (Royal Institute of British Architects) e nel 2026 l’American Institute of Architects gli ha conferito il titolo di membro onorario. Già nel 2014 Fast Company lo aveva inserito fra le cento persone più creative nel mondo degli affari e il World Economic Forum lo aveva nominato Young Global Leader, a conferma di una notorietà arrivata presto anche fuori dall’architettura.
Anche i musei hanno riconosciuto il suo lavoro. Il Centre Pompidou di Parigi ha acquisito per le sue collezioni permanenti dodici modelli dei progetti dello studio, ed è stata la prima grande istituzione culturale europea a farlo, mentre il Nieuwe Instituut di Rotterdam gli ha dedicato nel 2025 la prima grande mostra nei Paesi Bassi. Insegna inoltre a Yale come titolare della cattedra Eero Saarinen di progettazione architettonica.
Che legami ha con l’Italia?
I legami con l’Italia sono più di uno. MAD ha una delle sue tre sedi a Roma, e nel 2025 Ma Yansong ha curato Co-exist, la partecipazione della Cina alla Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2026 è poi il guest editor di Domus, la rivista di architettura fondata da Gio Ponti.
I libri di Ma Yansong
In italiano
Non esistono libri di Ma Yansong tradotti in italiano. In italiano si possono leggere un articolo di The Plan del 2017 intitolato “Costruire la natura”, che contiene estratti di Shanshui City , e i numeri di Domus del 2026, curati da lui come guest editor.
In inglese
- MAD Rhapsody, Rizzoli Electa, 2021. È la seconda monografia dello studio, con la prefazione del critico Paul Goldberger e l’introduzione di Philip Jodidio, e presenta 23 progetti fra costruiti e in corso, compreso il Lucas Museum.
- MAD X. 10 Projects by MAD Architects, Éditions HYX, 2019, in edizione bilingue francese e inglese. Accompagna i modelli entrati nelle collezioni del Centre Pompidou e racconta dieci progetti con fotomontaggi, disegni, modelli e fotografie.
- MAD Works, Phaidon, 2016. È la prima monografia dello studio.
- Shanshui City, Lars Müller Publishers, 2015. È il manifesto del suo pensiero, con la direzione artistica di Kenya Hara e i saggi di Hans Ulrich Obrist, Lorenza Baroncelli e Wang Mingxian, uscito per i dieci anni dello studio.
- Olafur Eliasson & Ma Yansong: Feelings Are Facts, Ullens Center for Contemporary Art, 2010, ripubblicato da Shanghai Century Publishing nel 2011 in edizione bilingue cinese e inglese. È il catalogo dell’installazione realizzata con Olafur Eliasson, in cui una nebbia colorata avvolgeva un pavimento di legno curvo.